Le organizzazioni Todt e Poell in provincia di Vic
2012-05-03
Lunedì 14 Maggio
ore 20,30 - Centro Socioculturale di Preara di Montecchio Precalcino
alla presenza dell’autore, Paolo Savegnago, ricercatore dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società
Contemporanea della Provincia di Vicenza “Ettore Gallo”, presentazione del primo dei due volumi della ricerca:
Le organizzazioni Todt e Poell in provincia di Vicenza Servizio volontario e lavoro coatto durante l’occupazione tedesca Novembre 1943 – Aprile 1945
I° Volume: “Il Vallo Veneto”
E' difficile trovare una pubblicazione dedicata al biennio 1943-45, sia essa un'opera di analisi o di memorialistica, che non contenga almeno un riferimento all'Organizzazione Todt. Effettivamente,
il lavoro per l'occupante tedesco fu su scala nazionale un fenomeno trasversale, di vaste
proporzioni ed estremamente sfaccettato. Malgrado ciò le conoscenze su questa agenzia sono molto limitate e spesso legate a luoghi comuni fuorvianti. Similmente a quanto accadde nelle altre province dell'Italia centro-settentrionale, l'OT insinuò il suo complesso apparato nel tessuto sociale ed economico vicentino, imponendo il servizio del lavoro obbligatorio a migliaia di uomini.
Nei primi mesi dell'occupazione e fino alla metà del 1944 le attività svolte dall'Organizzazione Todt furono circoscritte alla manutenzione stradale e ferroviaria e alla realizzazione del programma di decentramento industriale.
Il giro di vite al regime di occupazione avvenne nel mese di agosto 1944
con la mobilitazione di massa della popolazione. Da quel momento un enorme numero di donne, uomini, giovani e anziani furono concentrati nei cantieri del Basso Vicentino e della fascia montana per essere impiegati nella realizzazione dell'ultimo baluardo costruito dai tedeschi in Italia: il Vallo Veneto e Linea Blu. Si è sempre ritenuto che il programma fortificatorio nazista fosse stato realizzato esclusivamente dalla Todt, in realtà la ricerca rivela che per gestire la complessità del progetto, i tedeschi dovettero creare una seconda organizzazione, il Sonderauftrag Poell.
La pubblicazione introduce un secondo elemento di novità ovvero la forte connotazione politica del progetto difensivo, confermata dal fatto che Hitler ne affidò la gestione a Hofer e Rainer, Gauleiter rispettivamente delle zone d’operazioni Alpenvorland (ex provincie italiane di Trento, Bolzano e Belluno) e Adriatisches Küstenland (ex province italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume) Dall’analisi dei numerosi documenti reperiti emerge che i due gerarchi nazisti operarono indisturbati nel territorio repubblichino spartendosi il territorio vicentino: la zona montana gestita dalla Todt, i cui comandi erano stanziati in trentino, mentre la zona meridionale e la città di Vicenza vennero affidate al Sonderauftrag Pöll, l’agenzia del lavoro creata da Friedrich Rainer.
Nel corso dell'incontro l'autore illustrerà la struttura delle organizzazioni del lavoro tedesche, le attività svolte nel territorio vicentino e le vicende degli operai che ne fecero parte.
N.B. Con questa settima serata, terminano i “Lunedì della Memoria 2012”,
ma non l’attività dell’Associazione Partigiani & Volontari della Libertà di Montecchio Precalcino, che continua con i “Viaggi della Memoria 2012”
“Viaggi della Memoria 2012”
Sabato 4 Agosto – Bosco Nero di Granezza il “Sentiero dei Partigiani”
passeggiata-pellegrinaggio con pranzo conviviale a Malga
Granezzetta
(org. AVL e Pro Lugo);
Mercoledì 15 Agosto – Malga Zonta di Folgaria
Commemorazione dei Caduti della Divisione Partigiana "Garemi";
24-25-26 Agosto - annuale viaggio-pellegrinaggio a Mauthausen, in Alta Austria
(org. Amici Resistenza di Thiene);
Domenica 26 Agosto - Marola di Chiuppano
Commemorazione dei Caduti della Brigata Partigiana "Mameli";
Domenica 2 Settembre – Bosco Nero di Granezza Commemorazione dei Caduti delle brigate partigiane "Mazzini" e "Sette Comuni";
Domenica 20 Novembre – Contrà Gasparini di Fara
Commemorazione dei Caduti nell'eccidio fascista.
N.B. Come ogni anno, in occasione delle cerimonie di Malga Zonta, Marola e Granezza, sarà allestito un tavolo-libri con le ultime novità editoriali sulla storia della Resistenza Veneta e Vicentina.
[...] continua
Lunedì 30 Aprile
2012-04-26
alla presenza dell’autore, Francesco Tessarolo, Presidente dell’Ass. Volontari della Libertà di Vicenza, presentazione del 7° Quaderno AVL:
E’ questa l’ora …
Diario di Lino Camonico, Martire bassanese della Resistenza
Intervengono: Sonia Residori, ricercatrice dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea della Marca Trevisana e della Provincia di Vicenza;
“Per ogni generazione, il processo di crescita e maturazione corrisponde all’affrontare un vero e proprio labirinto, di fronte al quale ciascuno può scegliere di arrendersi impotente, accettando passivamente quanto le circostanze offrono, oppure può cercare faticosamente la strada per uscirne, confrontando i diversi punti di vista ed individuando consapevolmente il proprio. Di questa ricerca, il diario del giovane bassanese Lino Camonico registra con freschezza e sicura immediatezza tutto il tormento e le incertezze quotidiane, nei momenti cruciali della storia cittadina che vanno dal 7 ottobre 1943 alla tragica estate del 1944, fornendo nel contempo un quadro del tutto inedito della vita e delle vicende esistenziali di un’intera generazione che, cresciuta nel pieno del regime fascista e della sua meticolosa opera di indottrinamento, si trovò a passare rapidamente dalle festose celebrazioni per la proclamazione dell’Impero e per la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna, alle disfatte e all’impreparazione militare, ai bombardamenti e alle restrizioni e, dopo l’8 settembre del 1943, fu costretta ad una scelta dura e drammatica, fra le lusinghe della tetra normalizzazione nazi-fascista promessa dalla “repubblica di Salò” ed una disobbedienza civile dai prezzi sempre più alti.
In una Bassano del Grappa diventata in breve tempo, dopo l’8 settembre 1943, un centro nevralgico del sistema di potere della RSI ed uno snodo militare di importanza strategica, il diario di Lino Camonico permette di cogliere con prontezza ed efficacia straordinarie anche lo stretto intreccio che sempre intercorre tra gli avvenimenti nazionali e quelli locali, tra le scelte collettive e quelle individuali.
Lino Camonico “Medoro”, con altri tre compagni, nel tentativo di filtrare tra i posti di blocco nazi-fascisti, viene catturato dalla Polizia Trentina (ORPO – Ordunsgpolizei) all’alba del 23 settembre ‘44 e incarcerato ad Arten Fonzaso (Belluno); domenica 24, “Medoro” viene violentemente e ripetutamente percosso; il 25 settembre è fucilato.
Il rastrellamento del Grappa, non fu un’operazione militare, ma un massacro di uomini indifesi, in parte partigiani combattenti che si erano arresi o consegnati spontaneamente, in parte civili inermi, padri di famiglia e ragazzi. Sul Grappa, quindi, non avvenne un combattimento tra tedeschi e partigiani con centinaia di morti, ma solo alcuni scontri armati, con un numero esiguo di perdite. Le forze partigiane, infatti, non disponevano di armi adeguate e neppure di munizioni sufficienti per fronteggiare un’ operazione scatenata con migliaia di uomini e, dopo brevi tentativi di contrastare i nazi-fascisti, dovettero abbandonare le posizioni. La maggior parte dei partigiani riesce a sganciarsi e, superato il cordone sanitario disposto attorno al massiccio dai repubblichini, a trovare un nascondiglio in pianura.
Dal momento che i partigiani sono riusciti a sfuggire attraverso le maglie dei rastrellatori, il tenente SS Herbert Andorfer, mise in atto un piano terribile: il Comando tedesco si impegna a condonare le pene previste per i renitenti e coloro che si presentano spontaneamente sarebbero stati arruolati nella Flak Italien, la contraerea tedesca in Italia, oppure mandati a lavorare nell’Organizzazione Todt.
Queste disposizioni sono diffuse con tutti i mezzi disponibili: i manifesti murali, il megafono, l’opera persuasiva di vicini e conoscenti di parte fascista, le “visite” dei repubblichini di casa in casa.
La popolazione accoglie il provvedimento come la liberazione da un incubo e i famigliari dei partigiani e dei renitenti, sfuggiti ai rastrellatori, convincono i ragazzi ad uscire dai nascondigli, scongiurandoli di presentarsi spontaneamente ai comandi tedeschi o repubblichini, e in alcuni casi li accompagnano essi stessi.
Si è trattato di un piano infame: tedeschi e fascisti uccidono fisicamente i giovani o giovanissimi uomini e moralmente tutti i padri, madri e sorelle che, avendo convinto i loro cari a presentarsi, hanno vissuto tutta la vita con il senso di colpa di essere la causa della morte del proprio figlio o fratello. Per alcuni giorni, in tutti i paesi della pedemontana del Grappa, si susseguono fucilazioni e impiccagioni di giovani uomini, secondo l’estro o le attitudini dei rastrellatori, mentre un numero rilevante veniva inviato nei campi di concentramento tedeschi dopo sommarie selezioni. Le esecuzioni sono precedute da tormenti e bastonature, ma anche da torture o sevizie. Le stesse uccisioni sono seguite o alternate dall’incendio delle abitazioni, anche intere contrade e paesi, e dal saccheggio di case che permetteva ai rastrellatori di riempire le tasche e lo stomaco.
[...] continua
Lunedì 14 maggio
2012-04-25
ore 20,30 - Centro Socioculturale di Preara di Montecchio Pr.
alla presenza dell’autore, Paolo Savegnago, ricercatore dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea della Provincia di Vicenza “Ettore Gallo”, presentazione del primo dei due volumi della ricerca:
Le organizzazioni Todt e Poell in provincia di Vicenza
Servizio volontario e lavoro coatto durante l’occupazione tedesca
Novembre 1943 – Aprile 1945
I° Volume: “Il Vallo Veneto”
E' difficile trovare una pubblicazione dedicata al biennio 1943-45, sia essa un'opera di analisi o di memorialistica, che non contenga almeno un riferimento all'Organizzazione Todt. Effettivamente, il lavoro per l'occupante tedesco fu su scala nazionale un fenomeno trasversale, di vaste proporzioni ed estremamente sfaccettato. Malgrado ciò le conoscenze su questa agenzia sono molto limitate e spesso legate a luoghi comuni fuorvianti. Similmente a quanto accadde nelle altre province dell'Italia centro-settentrionale, l'OT insinuò il suo complesso apparato nel tessuto sociale ed economico vicentino, imponendo il servizio del lavoro obbligatorio a migliaia di uomini.
Nei primi mesi dell'occupazione e fino alla metà del 1944 le attività svolte dall'Organizzazione Todt furono circoscritte alla manutenzione stradale e ferroviaria e alla realizzazione del programma di decentramento industriale.
Il giro di vite al regime di occupazione avvenne nel mese di agosto 1944
con la mobilitazione di massa della popolazione. Da quel momento un enorme numero di donne, uomini, giovani e anziani furono concentrati nei cantieri del Basso Vicentino e della fascia montana per essere impiegati nella realizzazione dell'ultimo baluardo costruito dai tedeschi in Italia: il Vallo Veneto e Linea Blu. Si è sempre ritenuto che il programma fortificatorio nazista fosse stato realizzato esclusivamente dalla Todt, in realtà la ricerca rivela che per gestire la complessità del progetto, i tedeschi dovettero creare una seconda organizzazione, il Sonderauftrag Poell.
La pubblicazione introduce un secondo elemento di novità ovvero la forte connotazione politica del progetto difensivo, confermata dal fatto che Hitler ne affidò la gestione a Hofer e Rainer, Gauleiter rispettivamente delle zone d’operazioni Alpenvorland (ex provincie italiane di Trento, Bolzano e Belluno) e Adriatisches Küstenland (ex province italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume) Dall’analisi dei numerosi documenti reperiti emerge che i due gerarchi nazisti operarono indisturbati nel territorio repubblichino spartendosi il territorio vicentino: la zona montana gestita dalla Todt, i cui comandi erano stanziati in trentino, mentre la zona meridionale e la città di Vicenza vennero affidate al Sonderauftrag Pöll, l’agenzia del lavoro creata da Friedrich Rainer.
Nel corso dell'incontro l'autore illustrerà la struttura delle organizzazioni del lavoro tedesche, le attività svolte nel territorio vicentino e le vicende degli operai che ne fecero parte.
N.B. Con questa settima serata, terminano i “Lunedì della Memoria 2012”,
ma non l’attività dell’Associazione Partigiani & Volontari della Libertà di Montecchio
[...] continua
